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Corruzione e assenteismo in sanità a Napoli e a Caserta

Francesco Macchia (presidente ISPE-Sanità), Corruzione e assenteismo in sanità a Napoli e a Caserta: “Al Santobono mazzette per le pulizie. Fatti che riportano agli albori di 'Mani pulite'. Subito agenti provocatori per evitare che le mafie mettano le mani sugli appalti del SSN” 

ROMA, 15 GIU – “Dopo quasi venticinque anni sembra che nulla sia cambiato. La sanità italiana si conferma terreno fertilissimo per gli affari di corrotti e corruttori. Un fenomeno che vale quasi 6 miliardi di euro all'anno, così come abbiamo documentato. Le indagini sugli appalti per le pulizie all'ospedale Santobono di Napoli ci ricordano da vicino l'inizio di 'Mani pulite', inchiesta partita dopo aver scoperto che sempre le pulizie all'interno del Pio Albergo Trivulzio di Milano erano gestiste con criteri molto lontani dall'interesse pubblico. Gli arresti di Napoli ci dicono però un'altra cosa: anche le mafie stanno mettendo gli occhi sugli appalti in sanità”. Francesco Macchia, presidente dell'Istituto per la Promozione dell'Etica in Sanità, commenta così i dodici arresti effettuati dalla Polizia del capoluogo partenopeo nell'ambito di un'indagine sulla gestione delle pulizie all'interno dell'Azienda ospedaliera Santobono. Funzionari a cui sono stati contestati i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, corruzione, turbata libertà degli incanti, detenzione di sostanza stupefacente, estorsione. “Riteniamo che per combattere più efficacemente la corruzione sia utile regolare l'utilizzo degli agenti provocatori – spiega Macchia – La situazione è grave e si rendono necessari correttivi immediati. Temporeggiare è solo un favore per chi vuole continuare a lucrare sulla pelle dei malati e degli operatori sanitari onesti”. “La Campania ci riserva però anche un fatto positivo capace di testimoniare il cambio di mentalità in corso – continua il presidente di ISPE-Sanità – un’altra indagine su nove dipendenti della Asl di Caserta, che si sarebbero allontanati dal lavoro senza segnalare l'uscita, sembrerebbe essere partita grazie alle segnalazioni di alcuni cittadini. Evidentemente le iniziative di sensibilizzazione come la prima 'Giornata nazionale contro la corruzione in sanità' del 6 aprile scorso iniziano a dare i loro frutti mostrando che gli italiani sono disposti a fare la loro porte per sconfiggere la corruzione. Per dare risposte a queste persone sarebbe utile potenziare il fragile istituto del whistleblowing, che prevede garanzie per i dipendenti pubblici che denunciano condotte illecite all'interno della propria amministrazione”.

L’impatto della corruzione in sanità e sulle giovani generazioni di Medici

7 marzo 2016 Il presidente di Ispe, Francesco Macchia, è stato protagonista di un importante evento sulla corruzione in sanità ospitato al policlinico dell'Università degli Studi di Palermo. Alle 14.30 di lunedì 7 marzo ha preso il via presso l'Accademia delle Scienze mediche la tavola rotonda“L’impatto della corruzione in sanità e sulle giovani generazioni di Medici e Professionisti Sanitari”. Nel corso dell’iniziativa promossa dalle Associazioni degli studenti e dei giovani medici in formazione specialistica dell’Università di Palermo (Studenti Universitari, Aulett@99, e Segretariato Italiano Giovani Medici – Sede di Palermo), con la supervisione scientifica di un gruppo di ricerca della Sezione di Igiene del Dipartimento PROSAMI dell’Università degli Studi di Palermo, sono stati presentati i dati pubblicati nel primo Libro Bianco sulla Corruption in Sanità. I lavori sono stati moderati da Marco Magheri, cofondatore di Ispe e Walter Mazzucco, ricercatore di Sanità pubblica.

Erano presenti all'appuntamento il rettore dell'università palermitana, Francesco Micari, il vicepresidente della commissione Sanità dell'Assemblea regionale siciliana, Vincenzo Fontana e il sottosegretario all'Istruzione, Università e Ricerca, Davide Faraone.

“Osservatorio 190”. Un'iniziativa di ASL e AO

ROMA, 26 FEB. - “La prevenzione è l'arma più forte per debellare un'epidemia causata da una pericolosa malattia infettiva. Le parole del procuratore generale della Corte dei conti della Lombardia non lasciano spazio alla fantasia. La sanità è malata di troppa corruzione: così come denunciamo da anni. Gli ultimi scandali lombardi hanno fatto emergere una pericolosa rete formata da politici, imprenditori e funzionari. Accordi che secondo l'imprenditrice arrestata per ordine della procura di Monza avrebbero addirittura avuto durata trentennale”, così Francesco Macchia, presidente dell'Istituto per la promozione dell'etica in Sanità, commenta le dichiarazioni di Antonio Caruso, procuratore generale della Corte dei conti lombarda. “Se non si interverrà con decisione continueremo a disperdere oltre 6 miliardi all'anno in corruzione. Un danno enorme che mina alle fondamenta il SSN e il diritto alla salute imposto dalla Costituzione – sottolinea Macchia – La Corte dei conti propone una prevenzione attiva basata sulla scrupolosa analisi di atti e provvedimenti. La sola legge 190 non basta. Per dimostrarlo da mero adempimento ad efficace strumento contro la corruzione occorre rendere la prevenzione dei reati parte integrante della gestione strategica di Aziende sanitarie locali e ospedali. Proprio su questo stiamo lavorando insieme a Federsanità-Anci con il progetto “Osservatorio 190”. Un'iniziativa che vede la partecipazione di diverse ASL e AO associate su tutto il territorio nazionale.

“Lo spirito dell'Osservatorio - dichiara Lorenzo Terranova, Direttore Centro Studi Federsanità ANCI - è quello di sviluppare all'interno del sistema delle Aziende del nostro SSN un approccio che sia capace, attraverso gli strumenti tipicamente a disposizione delle Aziende, senza introdurre altri adempimenti formali, di prevenire forme di corruzione che danneggiano non solo i cittadini ma le migliaia di operatori della sanità che svolgono con correttezza e onestà il proprio lavoro”.

Macchia: "Siamo come nel 1992. La sanità è cassaforte dei corrotti"

Macchia: "Siamo come nel 1992. La sanità è cassaforte dei corrotti" - ETICA & SANITÀ

16 febbraio 2016 “La sanità si conferma essere la cassaforte dei corrotti. In ventiquattro anni si è cambiato tutto per non cambiare niente. Controlli deboli e rispetto solo formale delle leggi continuano ad essere una costante. Se sovrapponessimo i quotidiani del 17 febbraio 1992 e quelli di oggi otterremo un risultato singolare. I titoli di oggi potrebbero essere attuali per le edizioni dell'epoca e viceversa. Al centro delle cronache c'è sempre la corruzione nella sanità lombarda. Ieri le pulizie nel Pio Albergo Trivulzio, oggi le forniture odontoiatriche”, così Francesco Macchia, presidente dell'Istituto per la promozione dell'etica in Sanità commenta gli ultimi scandali nel comparto sanitario nel giorno dell'anniversario dell'arresto di Mario Chiesa, dirigente del PSI, l'episodio che diede il via all'inchiesta di 'Mani pulite'.

“Manca la consapevolezza in merito ai danni prodotti da sprechi e reati contro la pubblica amministrazione – spiega Macchia – Nei nostri studi abbiamo dimostrato che il costo globale di corruzione e inefficienze può superare i 20 miliardi di euro. Risorse che vengono sottratte ai malati e che minano alle fondamenta l'universalismo del Servizio sanitario nazionale. Oggi, come ieri, l'attenzione del malaffare si concentra prevalentemente sulle forniture non prettamente sanitarie: mense, pulizie, contratti di manutenzione o facchinaggio. Tutti elementi raccolti e spiegati nel nostro 'Libro bianco sulla corruption in Sanità' (scaricabile su www.ispe-sanita.it). Azioni che finiscono per ledere la qualità delle prestazioni sanitarie erogate al paziente”. “Le sentenze dei primi anni Novanta e gli ultimi fatti di cronaca devono spingere all'azione politici e società civile – conclude il numero uno di Ispe – Sui giornali di oggi abbiamo letto di un dipendente di una cooperativa che prestava servizio al policlinico San Matteo di Pavia licenziato per aver denunciato i furti nella mensa dell'ospedale. Una buona legge per la tutela del whistleblowing impedirebbe queste storture”.

Il presidente Macchia ha commentato gli ultimi arresti in Lombardia

Sanità lombarda: Macchia (Ispe-Sanità): “Serve maggiore impegno per prevenire la corruzione. Esternalizzare i servizi punto critico per SSN”

ROMA, 16 FEB. - “L'ondata di arresti in Lombardia deve far riflettere. Serve un impegno a tutto campo per combattere la corruzione. Ancora una volta al centro delle attenzioni di corrotti e corruttori c'era la sanità. E su cosa si concentravano le loro attenzioni? Su prestazioni esternalizzate messe a carico del Servizio sanitario nazionale. Lo denunciamo da anni. Gli appalti per le esternalizzazioni e per l'assegnazione di servizi non prettamente sanitari come manutenzioni e mense sono sempre nel mirino di chi vorrebbe lucrare sulla pelle di malati e operatori onesti”, così Francesco Macchia, presidente dell'Istituto per l'etica in Sanità-Ispe, commenta gli arresti disposti dalla procura di Monza nell'ambito dell'ennesima indagine sulla gestione della sanità lombarda. Tra i destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare c'è anche Fabio Rizzi, presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale e autore della riforma del sistema sanitario lombardo. “Chi ha l'onere di delineare le politiche sanitarie a livello nazionale e regionale non può rimanere spettatore passivo – continua Macchia – Fermare il malaffare vuol dire generare risparmi per oltre 5 miliardi di euro l'anno. Denari che potrebbero migliorare la qualità delle prestazioni erogate e garantire un vero universalismo del SSN”.

“Siamo impegnati sul tutto il territorio nazionale per aumentare la consapevolezza riguardo la prevenzione della corruzione nelle Aziende sanitarie e negli ospedali – conclude Macchia – Il 6 aprile, nell'ambito della “Giornata nazionale contro la corruzione in Sanità” ribadiremo le nostre proposte in difesa del valore del Servizio Sanitario Nazionale assieme ai professionisti che, con disciplina e onore, ne sono parte. Un'osservanza solo formale della normativa vigente da sola non è sufficiente”.

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