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News sulla corruzione

Corruzione, sanità a rischio. E il Fvg è tra le regioni meno virtuose

La metà delle Regioni non è in regola con il piano anticorruzione nella Sanità. A dirlo è il report Curiamo la corruzione, coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc. I dati, raccolti attraverso un'indagine che ha coinvolto Aziende sanitarie locali, Aziende ospedaliere, Aziende integrate e Istituti di ricerca pubblici, sono stati presentati nel corso della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in Sanità. Il quadro che ne emerge è abbastanza chiaro: al di là dei singoli episodi, il sistema anticorruzione nella sanità italiana ha fatto notevoli progressi, ma c'è ancora tanta strada da fare.

In Fvg la valutazione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e della trasparenza ha raggiunto 4,4 punti su una scala che va da zero a otto e risulta, assieme a Lombardia e Puglia, la regione con la peggiore performance in termini di percentuale (20%) di piani insufficienti delle strutture sanitarie regionali. Sono passati quasi cinque anni dall'approvazione della legge anticorruzione 190/2012, la cosiddetta legge Severino, eppure la percezione che hanno la maggior parte dei responsabili anticorruzione delle strutture sanitarie pubbliche è che la situazione in sanità sia rimasta stabile.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/udine/corruzione_sanita_friuli_venezia_giulia-2455550.html

L'Anac ha presentato la sua relazione annuale. Scaricala qui

Il 14 luglio 2016 il presindente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha presentato al Senato la relazione annuale sull'attività svolta dall'Anac. Il magistrato ha confermato come la sanità sia un comparto ad alto tasso di corruzione. Grazie alla collaborazione con Agenas è stato possibile individuare alcuni settori particolarmente sensibili come la farmaceutica o l'attività intramoenia. Elementi che erano già stati indicati nel nostro "Libro bianco sulla corruption in Sanità" (scaricabile cliccando sull'apposita sezione del nostro sito).

La relazione ripercorre anche attività inerenti l'amministrazione del Servizio sanitario nazionale. Cantone ha ritenuto molto significativo il commissariamento dell'Ospedale israelitico di Roma. Importantissimo, sempre secondo il magistrato campano, anche l'istituto del whistleblowing che - in ogni caso - deve essere potenziato e reso più definito nell'ambito della normativa relativa all'organizzazione del pubblico impiego. Anche per questo motivo, stiamo lavorando sul suo funzionamento e sul suo potenziamento nell'ambito del progetto "Curiamo la corruzione": iniziativa che coinvolge alcune Asl "pilota" su tutto il territorio nazionale.

Scarica qui il rapporto dell'Anac

Al Senato un ordine del giorno contro la corruzione firmato Paola Taverna (M5S)

La commissione Sanità del Senato ha approvato un ordine del giorno sul contrasto della corruzione presentato da Paola Taverna. Il provvedimento depositato dall'esponente pentastellata era connesso all'esame del disegno di legge contenente “Deleghe al Governo in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di enti vigilati dal Ministero della salute, di sicurezza degli alimenti, di sicurezza veterinaria, nonché disposizioni di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e di benessere animale”.
La senatrice romana chiede all'esecutivo di impegnarsi nella lotta contro la corruzione in sanità anche esaltando il ruolo degli Ordini e dei Collegi che rappresentano e riuniscono chi esercita una professione sanitaria. La Taverna ritiene infatti che, essendo gli Ordini enti pubblici a tutti gli effetti, siano obbligati a collaborare fattivamente nel contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione così come imposto dalla legge Severino.

Camera, approvata in prima lettura proposta di legge sul whistleblowing

Primo ok, alla Camera, alla proposta per il contrasto alla corruzione che contiene le norme sul cosiddetto ''whistleblowing'. Il provvedimento, che ora passa al vaglio del Senato, è stato approvato in Aula a Montecitorio con 281 sì, 71 no e 18 astenuti. Il testo prevede che chi denuncia la corruzione o illeciti compiuti dai colleghi, sia nel pubblico sia nel privato, avrà una tutela "ad hoc", anche se per la sua denuncia non avrà diritto a un premio. Il provvedimento nasce da testi presentati da M5S e Pd e risulta sensibilmente depotenziato rispetto alla stesura originale. 
Il pubblico dipendente che, nell'interesse dell'integrità della Pubblica amministrazione, denuncia all'ANAC o alla magistratura ordinaria o contabile condotte illecite di cui è venuto a conoscenza in base al proprio rapporto di lavoro non può essere sanzionato, licenziato o sottoposto ad una misura discriminazione riconducibile alla sua segnalazione. Eventuali misure di discriminazione contro il whistleblower saranno sanzionate dall'Anac con multe da 5 a 30mila euro. Perché la segnalazione dell'illecito, poi, deve essere fatta in "buona fede: il pubblico dipendente che segnali un fatto illecito deve avere una "ragionevole convinzione fondata su elementi di fatto, che la condotta illecita segnalata si sia verificata". L'identità del whistleblower non potrà essere rivelata, e a tal scopo si potrà ricorrere anche a strumenti di crittografia. 

Ispe rappresenterà l'Italia alla conferenza internazionale EHFCN

L'Italia sarà presente per la prima volta alla conferenza internazionale organizzata dallo “European Healthcare Fraud & Corruption Network” a L'Aia. A rappresentarla sarà l'Istituto per la promozione dell'etica in sanità (www.ispe-sanita.it). Il summit ha quest'anno come titolo: “Assicurare un'assistenza sanitaria sostenibile in Europa contrastando la corruzione, gli sprechi e le frodi”.

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