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Via le ‘mele marce’ in sanità, istituiamo la cultura del merito e dell’integrità

Roma, 10 aprile 2018 – Ancora corruzione. A Milano, dove un giro di tangenti in sanità ha portato ai domiciliari quattro primari di Ortopedia, due dell'ospedale Galeazzi e due del Gaetano Pini, e il direttore sanitario del Pini. E’ finito in carcere anche un imprenditore di alcune società di commercio all’ingrosso di articoli medicali e ortopedici.

“Non smetteremo mai di sottolineare l’impegno degli inquirenti, cui va riconosciuto di aver condotto un’inchiesta che già portò in carcere, lo scorso anno, Norberto Confalonieri, l’ex primario del Cto-Gaetano Pini - ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente di Ispe-Sanità – Bisogna però prendere atto che, in sanità, i conflitti d’interesse esistono e sono costantemente presenti. All’azione a valle della magistratura contro il fenomeno ormai sistemico della corruzione in sanità, vanno quindi affiancate a monte forti azioni di sensibilizzazione per formare dirigenti medici e professionisti a gestire, accettare e risolvere i bias cognitivi che ne impediscono il riconoscimento e governare questi conflitti che, ripeto, sono inevitabili”.   

“Il proseguire dei fenomeni corruttivi in questi anni – continua Macchia – ci impone di pensare che, all’enorme sforzo fatto attraverso l’attuazione della Legge 190/12, debba essere affiancata un’altra anticorruzione su base valoriale e culturale la quale, attraverso un’alleanza con le Regionii medici e le forze sane della sanità, porti all’attenzione e faccia finalmente applicare e rispettare criteri di merito nella selezione del personale, nel pubblico come nel privato per eliminare questi episodi alla radice.”

Per dare concretezza all’impegno, il 6 giugno prossimo a Roma Ispe-Sanità terrà un incontro dal titolo “L’etica nell’arte della manutenzione della sanità. L’anticorruzione possibile: entriamo nel merito”, un momento per acclamare che i valori del merito, cosi come i criteri di nomina e i meccanismi di controllo di gestione vanno ripensati, dando un messaggio coordinato alle Regioni ai fini di coltivare nei giovani medici e nei futuri professionisti della sanità il seme dell’etica in sanità.

Accordo tra Regione Emilia Romagna e sindacati

COMUNICATO STAMPA

 

Roma, 09 gennaio 2018 - “L’accordo tra Regione Emilia Romagna e sindacati sulla legalità rappresenta un punto di svolta nella lotta alla corruzione poiché per la prima volta, nel solco tracciato da ISPE-Sanità (www.ispe-sanità.it) nel suo ‘Libro Bianco sulla corruption in Sanità’, si rinuncia finalmente ad un approccio verticistico e si stabilisce una connessione partecipativa e dal basso delle forze sociali con le Istituzioni sul territorio, verso il valore comune dell’integrità” - ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente ISPE- Sanità relativamente alla notizia dell’accordo Regione-sindacati emesso dalla Giunta regionale Emilia Romagna sulla legalità in sanità.

Più in dettaglio, in materia d’appalti, la novità voluta dal presidente della Regione Stefano Bonaccini e dall’assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi è rappresentata dalla decisione di adottare come criterio selettivo per l'aggiudicazione degli appalti l'offerta economicamente più vantaggiosa e non quella al massimo ribasso, tenendo conto del decreto legislativo 50 del 2016. “Questo consente di valorizzare i criteri di qualità e di programmazione più adatti al fabbisogno delle aziende sanitarie aiutando a individuare ed escludere i fornitori senza scrupoli ai limiti della legalità che hanno depredato il sistema sanitario italiano” conclude Macchia “L’auspicio è che le altre regioni possano seguire al più presto il modello dell’Emilia-Romagna. Questo a partire da Lazio e Lombardia che saranno a breve chiamate al rinnovo degli organi regionali e dai cui candidati ci aspettiamo in campagna elettorale un impegno esplicito in tal senso”.

Corruzione, Ispe: " Rischio è nei servizi non sanitari "

"La notizia dell'arresto, per appalti in sanità, all'ospedale di Caserta riapre le porte al caso di Mafia Capitale dei giorni scorsi, se non altro per alcune analogie concettuali - ha dichiarato Francesco Macchia, Presidente Ispe-Sanità – La presenza del medico e manager dell'ospedale nonché cugino dell'ex boss dei casalesi potrebbe far credere ad un sistema verticale come quello di Mafia Capitale nel quale uno solo era il regista. In entrambi i casi, l'aggravante di mafia è assente, in quanto il dirigente casertano avrebbe ‘agito nel suo personale interesse, non per quello dei casalesi’ e, a Roma, il profondo sistema corruttivo messo in moto dall'associazione criminale non sarebbe ascrivibile a un sistema mafioso. Senza entrare nell'interpretazione del rapporto mafia-corruzione, questi fatti servono a ricordare che, In Italia, la corruzione è un fatto sistemico e generalizzato e che se non tutto il malaffare è mafia, ‘la corruzione è incubatrice di tutte le mafie’,  come sostiene il capo della Polizia Franco Gabrielli e quindi, va combattuta con tutti i mezzi."
Un altro elemento che emerge dall'operazione della Direzione investigativa antimafia di Napoli (che ha arrestato 8 dirigenti e funzionari della direzione sanitaria dell'ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta e imprenditori napoletani e casertani nel settore dei servizi sanitari e ospedalieri) riguarda gli ambiti dei reati contestati. "Gli appalti truccati all' ospedale Sant'Anna e San Sebastiano di Caserta – aggiunge Macchia - riguardano in particolare mensa, pulizie e sanificazione. Attraverso il libro bianco di ISPE- Sanità da tempo abbiamo messo a fuoco che uno degli ambiti di maggiore presa della corruzione sanitaria sono proprio i servizi non sanitari come la pulizia, il riscaldamento e le mense."In conclusione, il Presidente di ISPE- Sanità afferma che “per la corruzione così come per le mafie, nel nostro Paese c’è una pericolosa tendenza a girare lo sguardo dall’altra parte fino a che eventi come questo di Caserta richiamano tutti alla realtà dei fatti.”

 

Whistleblowing, ora è legge

ISPE-Sanità compie cinque anni: la lotta a frodi e corruzione diventa europea

Il 5 e 6 ottobre ISPE parteciperà alla 12° Conferenza Internazionale di Parigi

Roma, 26 giugno 2017 – Nel quinto anno di impegno anticorruzione per una sanità più etica e trasparente, la mission ispiratrice di ISPE- Sanità si rafforza e assume una dimensione europea.  

“Quando abbiamo iniziato cinque anni fa eravamo una delle poche realtà a parlare di corruzione in sanità. – afferma il Presidente ISPE-Sanità Francesco Macchia – Oggi il tema è all’attenzione di tutti e questo è un segnale positivo perché significa che è aumentata la sensibilità nei confronti di un fenomeno per troppo tempo volutamente sottovalutato. E non a caso proprio adesso gli attacchi al nostro lavoro si fanno più violenti, con tentativi diretti di screditare il nostro impegno seguendo l’italico vizio di guardare al dito e non alla luna che questo indica: una parte del sistema evidentemente tende a “fare quadrato” per difendere interessi e prassi consolidate. Ma il nostro impegno non verrà meno perché in un contesto di definanziamento continuo della nostra Sanità, gli oltre 6 miliardi che frodi e corruzione bruciano ogni anno rubano risorse vitali direttamente alla salute dei cittadini”.

La “maturità” ha portato ISPE a superare i confini nazionali nella lotta alla corruzione ed il 5 e 6 ottobre ISPE-Sanità rappresenterà l’Italia alla 12° Conferenza Internazionale dello European HealthCare Fraud & Corruption Network (www.ehfcn.org). Una nuova occasione di confronto sulla corruzione nelle diverse sanità europee che fa seguito al successo del summit del 15 e 16 giugno organizzato da EHFCN a Roma, evento che ha visto 50 delegati di 14 Paesi europei confrontarsi su nuovi metodi e strumenti anti corruttivi e la presentazione del volume “Healthcare Fraud, Corruption and Waste in Europe” per il quale ISPE ha curato il capitolo italiano.

In questi anni, tante sono le attività portate avanti dall’Istituto per la promozione dell’etica in sanità a favore di un SSN più equo e giusto a partire dal Libro Bianco pubblicato nel 2014 che per primo ha raccolto con un taglio multidisciplinare le analisi del fenomeno corruttivo e le proposte per il contrasto. E poi le attività di formazione nelle ASL attraverso la Scuola di Integrità. E ancora la collaborazione con Trasparency Italia International, Censis, Cittadinanza Attiva, il Segretariato Italiano dei giovani medici e molti altri nelle prime due edizioni della Giornata contro la corruzione in Sanità.

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